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Climbers:
Mac & Marti Photos:
Mac
Itinerario:
Valbondione (BG) - Rif. Curò - Valbondione
- Valbondione (888m) -
Bar Cascate (1388m) - Bivio Via Diretta (1556m) -
Rif. Curò (1915m) - Valbondione (888m)
Segnavia:
CAI 305.
Dislivelli:
totale 1027m.
Tempi di
percorrenza C.A.I.:
Totale 4h 15' // Valbondione - Bar Cascate 1h //
Bar Cascate - Bivio via diretta 40' // Bivio via diretta - Rif.
Curò 50' // Rif. Curò - Valbondione 1h 45' I nostri tempi:
Totale 2h55' // Valbondione - Bar Cascate 45' //
Bar Cascate - Bivio via diretta
25' // Bivio via diretta - Rif. Curò 35' // Rif. Curò -
Valbondione 1h 10'
Difficoltà:
E. Itinerario poco più che turistico, con l'unica eccezione
della via diretta verso il rifugio, peraltro evitabile con la
via panoramica che abbiamo percorso in discesa. Qualche corda
fissa sulla via diretta, per nulla indispensabile.
Esposizione:
Sud-Ovest per quasi tutto il tragitto.
Rifugi:
Rifugio CAI Antonio Curò (1915m), cucina e circa 100 posti letto
con prenotazione importante nei mesi di luglio e agosto causa
alta frequentazione. Rifugio UEB Consoli a poche decine di
metri.
Acqua e cibo:
Ai Rifugi Curò (CAI) e Consoli (UEB). Durante la salita presso
il Bar Cascate. Acqua anche durante la salita.
Text: Marco Carboni
IL "LOQUACE" NEL CENTRO DEL MONDO
E' stata una giornata rilassante, passata alla ricerca del
colore, dell'acqua, del cielo. Con la piccola paura di un meteo
incerto, che pregiudicasse negativamente le nostre ambizioni. Ci
è andata bene, le correnti hanno spirato verso una giornata
brillante e con pochissimi annuvolamenti, l'ideale per questo
ambiente superaffollato e magnifico.
Partiamo affrontando la prima oretta di bosco con buon passo, ci
dirigiamo quindi per la via normale, più corta ma anche
decisamente più faticosa della visibilissima via panoramica, che
ci permette di arrivare su ben prima che le cucine del rifugio
aprano al grande pubblico.
Tanta gente già su, ore ideali per una tintarella sicura ma
fresca, garantita più di quella del mare.
Ci rilassiamo anche qui, abbiamo tempo di cambiarci e di fermare
un paio di posti a tavola mentre girovaghiamo negli splendidi
dintorni del rifugio.
Tempo anche di progetti. Per Martina è la prima volta qui e le
spiego quante cime e quanti giri si possono fare partendo da
qui.
Un bel brasato con la polenta per me, una pasta per lei. Il
tutto farcito dall'appassionata compagnia di due nuovi amici
trovati per caso nell'attesa di un pasto caldo. Loro arrivano
dal vicino Rifugio Coca, hanno fatto di buon'ora la classica
traversata dei due rifugi, peraltro decisamente faticosa ma
veramente appagante.
E' un continuo scambio di pareri, di idee sugli itinerari della
provincia bergamasca. Il "loquace" ci prende gusto e spazia fin
verso il Trentino, con la mente. Racconta della sua giovinezza,
quando la gamba andava davvero. Racconta di salite al Curò in 50
minuti, di itinerari da dieci ore, di 3 cime fatte nello stesso
giorno. Ora il lavoro lo frena, come frena noi tutti dalla
passione sconfinata per queste cime.
Una torta, e che torta, ci ricorda di non esagerare e di
osservare un cielo sempre più grigio. Tempo di scendere verso
casa, tanto qui noi ci torneremo tante altre volte. Siamo nel
centro del mondo, e va bene così.
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