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Climbers:
Mac, Marti, Vis Photos:
Mac, Vis
Itinerario:
Ponte sul Rio Bianco - Sella Nevea (UD) - Biv. Brunner - Rif.
Corsi -
Biv. Gorizia - Biv. Brunner - Ponte sul Rio Bianco
-
Ponte sul Rio Bianco (989m) -
Bivacco Brunner (1432m) -
Rifugio Corsi (1874m) - Forcella del Vallone
(2190m) - Bivacco Gorizia
(1950m) - Bivacco Brunner (1432m) - Ponte sul Rio Bianco (989m)
Segnavia:
CAI 625 fino al Bivacco Brunner, poi CAI 629 fino al Rifugio
Corsi, poi ancora CAI 625 fino al termine dell'itinerario.
Dislivelli:
totale 1500m circa. Numerosi e consistenti saliscendi sul
sentiero 629 Re di Sassonia, per superare numerosi dirupamenti.
Tempi di
percorrenza C.A.I.:
Totale 7h 25' // Partenza - Biv. Brunner 1h // Biv.
Brunner - Rif. Corsi 3h // Rif. Corsi - Forcella del Vallone 45' //
Forcella del Vallone - Biv. Gorizia 25' // Biv. Gorizia - Biv.
Brunner 1h 15' // Biv. Brunner - Arrivo 1h I nostri tempi:
Totale 7h 25' // Partenza - Biv. Brunner 45' // Biv.
Brunner - Rif. Corsi 3h 15' // Rif. Corsi - Forcella del Vallone
50' // Forcella del Vallone - Biv. Gorizia 45' // Biv. Gorizia -
Biv. Brunner 1h 10' // Biv. Brunner - Arrivo 40'
Difficoltà:
EE. Itinerario lungo e faticoso, con un dislivello globale oltre
i 1500 metri. Il sentiero Re di Sassonia CAI 629 è attrezzato in
numerosi passaggi che raggiungono il I° e II° alpinistico non
esposto. Possibilità di autoassicurazione in molti passaggi.
Neve prima di Forcella del Vallone, aggirata con qualche tratto
di I° esposto. Molta neve tra Forcella del Vallone e Bivacco
Gorizia, scesa per scarse tracce e con alcune difficoltà.
Ciaspole utili e bastoncini obbligatori. Utili anche i ramponi
per scendere la ripida forcella.
Esposizione:
in prevalenza Sud e Est. Ovest dal Rif. Corsi alla Forcella del
Vallone.
Bivacco Brunner (1432m): inagibile e privo di servizi.
Rifugio CAI Corsi (1874m): numerosi posti letto e cucina. Aperto dal
1 Giugno al 15 Settembre. Gestore Cristiano.
Bivacco CAI Gorizia (1950m): visibile dalla Forcella del
Vallone. Il nuovo edificio conta 3-5 posti letto e alcuni generi
di prima necessità, da utilizzarsi solo in caso di stretta
necessità.
Acqua e cibo:
Cibo presso il Rifugio Corsi. Acqua in numerosi tratti prima del
Biv. Brunner e sul sentiero Re di Sassonia.
Text: Marco Carboni
SULLE ORME DEL RE DI SASSONIA
Essì, se l'è studiato proprio bene questo percorso, il re di
Sassonia. Boschi incantati, cenge a strapiombo, pareti infinite
e valloni popolati da cuccioli di stambecchi. La giusta miscela
per estraniarsi dalla realtà, fin quando tra corsi d'acqua e
faggeti ci si inerpica su verso l'ex Rifugio Brunner, composto
nel suo scuro legno che racchiude ormai solo i resti di
alcoliche giornate adolescenziali. Ma è qui, appena dietro
il bivacco, che la magia prende corpo in uno dei più bei
sentieri della zona, quello voluto tanto tempo addietro proprio
dal re di Sassonia, a tagliare le sue preferite zone di caccia.
E' un lungo segnavia che tra numerosi saliscendi punta dapprima
verso sud, quasi a tornare verso il punto di partenza, ma in
quota, come su un terrazzo spiovente. Poi, continuando a
superare decine di dirupamenti, si porta finalmente a ovest
guadagnando terreno verso il Rifugio Corsi, primo obiettivo vero
di giornata. La magia prende corpo solo se non si trasforma
in mera fatica, o addirittura in paura. Per affrontare questo
sentiero serve infatti un'adeguata esperienza, un passo molto
sicuro e la capacità di superare i numerosi tratti attrezzati
con cavi metallici e qualche piolo, per superare piccoli
canaloni o tratti in costa molto esposti. Troviamo anche qualche
breve tratto di arrampicata, dove è bene sapere usare piedi,
mani e testa. La fatica diventa soddisfazione quando si
incomincia ad intravvedere la costa che piano piano ci porterà
appena sotto lo sperone roccioso sul quale si adagia il Rifugio
Corsi. Sono attimi in cui si passa tra mughi, faggi, ruderi di
un villaggio dei tempi di guerra. Ma fuori dal bosco, e dopo
aver risalito ancora una mugheta, la vista sullo Jof Fuart
ripaga da tutto, e ci introduce all'ultima faticosissima rampa
dopo l'innesto con il sentiero dei Tedeschi. In poco si
giunge con soddisfazione al Rifugio Corsi, dove è molto
gradevole l'accoglienza del gestore Cristiano, che subito ci
propone le sue prelibatezze. Ma che lo siano o meno, in fondo,
non ci interessa. Ci interessa sollazzare le nostre stanche
membra, e recuperare in parte quelle calorie che abbiamo
dissipato in queste prime 4 ore di cammino. La sorpresa più
grande però è proprio qua che ci aspetta, dietro il limpido
vetro di una finestra che ci divide dalla natura, ma neanche
troppo. Tra le bandiere sventolanti ci si propone davanti agli
occhi un giovane stambecco, che ci guarda palesando curiosità.
E' solo l'inizio, però, perché ben presto viene raggiunto da
altri 3 della sua combriccola, e giù cornate per scegliersi il
fazzoletto migliore per pascolare. Al primo fruscio eccoli
subito scomparire, salvo poi tornare come dei bambini dopo due o
tre minuti di pace. I nostri nuovi amici ci tengono compagnia
durante il pranzo, finché è solo uno a rimanere a guardarci,
addirittura fisso per molti minuti. Con calma ci
prepariamo a una nuova avventura, perché sarà praticamente
solitaria la nostra ascesa alla Forcella del Vallone, che subito
individuiamo ancora carica di neve. La salita rimane comunque
molto piacevole, nel nevaio al nostro fianco ancora è rimasta
qualche flebile traccia della discesa degli scialpinisti. Solo
gli ultimi metri comportano qualche difficoltà, dovendoci
arrampicare su alcune rocce, ma è una fatica che viene premiata
dall'ambiente scolpito tra la Cima del Vallone e la Cima Alta di
Riobianco. Giù per il canalone scorgiamo il Bivacco Gorizia,
che tra non molto raggiungeremo, al termine di un grosso catino
ancora stracolmo di neve. Forse per scendere la cosa migliore
sarebbe avere i ramponi ai piedi, comunque con un buon
scarponcino (meglio se 4 stagioni) sfruttiamo i solchi creati
dalle pochissime tracce precedenti degli arrampicatori. Qui
incontriamo due alpinisti che scendono dalla splendida ferrata
del Sentiero del Centenario, impegnati in uno strano e complesso
passaggio ad aggirare la galleria terminale della via ferrata.
Scendiamo non senza qualche difficoltà di equilibrio sui primi
metri dove le pendenze sono maggiormente rilevanti. Poi la
discesa diventa più piacevole e ci conduce molto rapidamente al
bivacco sotto un cielo che alterna scorci soleggiati e piccole
gocce che ci ricordano di non sottovalutare l'aspetto
meteorologico. Il bivacco, nella sua nuova e legnosa
versione, è popolato da un solitario escursionista che sta
leggendo un libro. Emblema della solitudine, e di come può
essere goduta. Ci accomodiamo dentro per bere e riprendere
qualche energia nella magica atmosfera del bivacco. Dopo
l'ultimo scroscio ripartiamo rapidamente, proprio sopra di noi
c'è una nuvola fastidiosa che ci bagna la strada per i primi
minuti. Ancora qualche stambecco ad arricchire il paesaggio
composto da piccoli nevai, detriti, mughi. La discesa avviene
comunque rapidamente, balzando giù sotto la parete della Vetta
Bella, puntando prima nettamente a Est, poi a Sud fino a
chiudere in men che non si dica l'anello fino al Bivacco Brunner.
Di qui il sole torna ad affacciarsi e ci accompagna giù per i
boschi già percorsi sulla via di salita. E' stata lunga e
dura, ma ne è valsa davvero la pena, per sentirsi per un giorno
sovrani della natura, come il Re di Sassonia che ci ha indicato
la via.
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